Comunicato dell’Assemblea degli Ordinari Cattolici di Terra Santa (AOCTS) – Ottobre 2019

Posted by Admin | ACOHL,Documents | Tuesday 22 October 2019 10:51 am

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Comunicato

Gli Ordinari cattolici di Terra Santa (AOCTS) si sono riuniti in Assemblea plenaria l’8-9 ottobre a Gerusalemme presso il Christian Information Center della Custodia di Terra Santa, recentemente rinnovato. Sua Ecc. il Pro-Presidente, Mons. Moussa El-Hage ha dato il benvenuto a tutti i 20 presenti senza dimenticare i Rappresentanti Pontifici e a Mons. Joseph Matta, Arcivescovo per la Galilea dei Greci Melchiti, che ha partecipato alla riunione dell’AOCTS per la prima volta. I nuovi arrivi in seno all’Assemblea sono benvenuti così potranno portare nuove idee e lavorare con entusiasmo per il bene della Chiesa. Il Nunzio Apostolico in Giordania Mons. Alberto Ortega Martin che è appena stato nominato Nunzio in Cile e l’Esarca Siriano-Cattolico, Mons. Grégoire Pierre Melki, sono stati ringraziati per il loro servizio pastorale e diplomatico, la loro condivisione della fraternità e semplicità di vita nei 5 anni e 17 anni nei quali hanno partecipato alle riunioni dell’AOCTS.

Mercoledì mattina gli Ordinari cattolici hanno concelebrato l’Eucaristia sul Monte Calvario. È stato un momento spirituale forte ed intenso. Ai piedi della croce, i Vescovi hanno pregato per le persone che soffrono nelle loro Diocesi e hanno offerto le loro preoccupazioni e difficoltà al Signore. “Nelle tue mani, Signore …”

Tre parole possono riassumere i temi all’ordine del giorno: accettarsi l’un l’altro come fratelli, rispettare gli altri nella loro dignità, sapere come vivere in modo diverso.

  1. Essere accolti come fratelli. Rafic Nahra ha presentato il tema Formazione integrale dei migranti. La presenza di migranti in Giordania, Israele e Cipro è significativa, circa 250.000, dei quali circa la metà sono cristiani. Questi migranti devono affrontare molte questioni legali, sociali, economiche e di educazione dei figli; a volte sono soggetti a forme di schiavitù e persino costretti a scegliere la prostituzione come mezzo di sussistenza, senza dimenticare i richiedenti asilo che, fuggendo dalla loro terra, sono esposti alla violenza, allo stupro, al rapimento.

La Chiesa, cattolica per sua natura e missione, ha il dovere di educare lo sguardo e il cuore dei suoi fedeli, formare parrocchie e comunità, a vedere nell’altro l’immagine di Dio e vivere come fratelli in Cristo. Ai gruppi di cristiani migranti viene chiesto di aprirsi a una nuova cultura senza isolarsi e allontanarsi. Questa accoglienza diventa ricchezza e opportunità di crescita se generata dalla fede, sostenuta dal vero amore e nutrita dalla speranza.

  1. Rispettarsi a vicenda nella sua dignità. Dopo un lungo processo di preparazione, gli Ordinari hanno letto e apportato gli ultimi ritocchi al testo per definire un Codice Etico (= Codice di condotta) per i luoghi di vita e di lavoro gestiti dalla Chiesa. Ognuno ha il diritto di essere rispettato e il dovere di rispettare gli altri nella loro dignità. Qualsiasi atto di umiliazione, qualsiasi parola offensiva, qualsiasi tentativo di violenza deve essere vietato. Le nostre istituzioni diocesane, parrocchiali e religiose devono brillare attraverso la testimonianza dei valori umani e religiosi che salvaguardano e assicurano la crescita della persona umana.

Il Codice etico della Chiesa cattolica, una volta pubblicato e distribuito, servirà come base per la stesura di un Codice di condotta adattato a ciascuna delle istituzioni cattoliche. Questa non è un’opzione, ma un obbligo.

  1. Sapere come vivere diversamente. George Kraj ha presentato il tema:Autosufficienza alle radici del clericalismo. La Chiesa non è un’élite, il clericalismo è una caricatura della vocazione. Gli abusi di ogni tipo, il modo di esercitare l’autorità e uno stile non conforme alla vocazione ricevuta, hanno contribuito a riflettere sulla incoerenza di stile di vita. A partire dalla vocazione ricevuta, dobbiamo essere portati a riflettere sulla nostra coerenza di vita sacerdotale, sulla nostra dignità e vocazione battesimale, sulla missione della Chiesa di essere a servizio della comunione tra e con tutti. Per vivere in modo diverso, è essenziale chiedersi: dov’è il centro della mia vita?

Le idee derivanti dalla condivisione saranno oggetto di riflessione durante gli incontri di formazione di sacerdoti, diocesani e religiosi.Sapere come vivere diversamente richiede coraggio, ma è l’unico modo per essere testimoni credibili.

  1. Gli Ordinari hanno preso in considerazione il rapporto sul programma di studi imposto nelle scuole palestinesi. Nei libri di testo ci sono affermazioni e insinuazioni che possono essere fraintese e che portano al fanatismo e all’esclusivismo. Dal momento che ciò non riflette la posizione politica dello Stato di Palestina, gli Ordinari cattolici mettono la questione nelle mani del Segretariato per le scuole cristiane che seguirà il caso. 

Decisioni

  1. Gli Ordinari cattolici ringraziano P. Iyad Twal per il suo servizio presso il Segretariato delle Scuole Cristiane di Gerusalemme e Palestina. Il nuovo segretario generale è P. Jamal Khader.
  2. Gli incontri di formazione permanente del clero sono lasciati all’iniziativa di ciascun Ordinario del luogo.
  3. Il tema, che sarà esaminato nella prossima riunione plenaria, toccherà un problema con dimensioni teologiche, ecclesiali e pastorali: l’ammissione ai sacramenti dei fedeli non cattolici. Per pacifismo e per non creare contrasti, spesso si tollerano errori gravi e inaccettabili.
  4. La prossima riunione plenaria si svolgerà il 10-11 marzo 2020. 

Gerusalemme, 14 ottobre 2019

Communiqué de l’Assemblée des Ordinaires Catholiques de Terre Sainte (AOCTS) – Octobre 2019

Posted by Admin | ACOHL,Documents | Tuesday 22 October 2019 10:47 am

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Communiqué

Les Ordinaires Catholiques de Terre Sainte (AOCTS) se sont réunis en assemblée plénière les 8-9 octobre 2019 à Jérusalem, dans les locaux du Christian Information Center de la Custodie de Terre Sainte, récemment rénové. S.Exc. le Pro-Président, Mgr Moussa El-Hage a souhaité la bienvenue à tous les 20 participants présents, sans oublier les Représentants Pontificaux, et à Mgr Joseph Matta, archevêque de Galilée pour les Grecs Melkites qui assiste aux réunions de l’AOCTS pour la première fois. Les nouveaux arrivés au sein de l’Assemblée ont été chaleureusement invités à apporter de nouvelles idées et à travailler avec enthousiasme pour le bien de l’Eglise. Le Nonce Apostolique en Jordanie, Mgr Alberto Ortega Martin, qui vient d’être nommé nonce au Chili, et l’Exarque Syriac-catholique, Mgr Grégoire Pierre Melki, ont été remerciés pour leur service pastoral et diplomatique, leur fraternité partagée et simplicité de vie, pendant 5 ans et 17 ans de leur participation aux réunions de l’AOCTS.

Le mercredi matin, les Ordinaires Catholiques ont concélébré l’Eucharistie sur le Mont du Calvaire. C’était un moment spirituel fort et intense. Aux pieds de la Croix, les Evêques ont prié pour les personnes souffrantes de leurs diocèses et offert au Seigneur leur préoccupations et difficultés. « Entre tes mains, Seigneur… ».

Trois mots peuvent résumer les thèmes mis à l’ordre du jour : s’accueillir en frères, respecter l’autre dans sa dignité, savoir vivre autrement.

1) S’accueillir en frères. P. Rafic Nahra a présenté le thème Formation intégrale des migrants. La présence de migrants en Jordanie, Israël et Chypre est importante. Ils sont environ 250.000 dont environ la moitié est chrétienne. Ces migrants font face à de nombreux problèmes légaux, sociaux, économiques et d’éducation des enfants ; ils sont parfois soumis à des formes d’esclavage et même forcés de choisir la prostitution come moyen de subsistance, sans oublier les demandeurs d’asile qui, en fuyant leur terre, se trouvent exposés à la violence, au viol, à l’enlèvement.

L’Eglise, catholique (c’est à dire universelle) par nature et dans sa mission, a le devoir d’éduquer le regard et le cœur de ses fidèles, qui forment les paroisses et les communautés, à voir dans l’autre l’image de Dieu, et à vivre en frères dans le Christ. Aux groupes des chrétiens migrants, il est demandé de s’ouvrir à une nouvelle culture sans s’isoler et s’éloigner. Cet accueil devient une richesse et une opportunité de croissance s’il est engendré par la foi, soutenu par un amour vrai, et nourri par l’espérance.

2) Respecter l’autre dans sa dignité. Après un long processus de préparation, les Ordinaires ont lu et apporté les dernières retouches au texte permettant de définir un Code Ethique (= Code of Conduct) pour les lieux de vie et de travail gérés par l’Eglise. Toute personne a le droit d’être respectée et le devoir de respecter l’autre dans sa dignité. Tout acte humiliant, toute parole offensante, toute tentative de violence sont à proscrire. Nos institutions diocésaines, paroissiales, religieuses doivent briller par le témoignage des valeurs humaines et religieuses qui sauvegardent et assurent la croissance de la personne humaine.

Le Code Ethique de l’Eglise Catholique, une fois publié et distribué, servira de base pour pouvoir rédiger un Code de Conduite adapté à chacune des institutions catholiques. Cela n’est pas une option, mais bien une obligation.

3) Savoir vivre autrement. Le P. George Kraj a présenté le thème : L’autosuffisance aux racines du Cléricalisme. L’Eglise n’est pas une élite, le cléricalisme est une caricature de la vocation. Les expériences d’abus de toute sorte, d’autorité mal exercée et les comportements non conformes à la vocation reçue, ont aidé à réfléchir sur notre cohérence de vie pas conforme. Prendre pour point de départ la vocation reçue, amène à réfléchir sur notre cohérence de vie sacerdotale, sur notre dignité et vocation baptismale, et sur la mission de l’Église qui est d’être au service de la communion entre et avec tous. Pour vivre autrement, il est indispensable de se demander : Où se trouve le centre de ma vie ?

Les idées surgies du partage, seront l’objet de réflexion aux cours des réunions de formation des prêtres, diocésains et religieux. Savoir vivre autrement demande du courage, mais c’est l’unique façon d’être des témoins crédibles.

Les Ordinaires ont pris en considération le rapport sur le curriculum palestinien imposé dans les écoles. Dans les livres de classe, l’on trouve des affirmations et des insinuations qui peuvent être mal comprises et conduire au fanatisme et à l’exclusivisme. Puisque cela ne reflète pas la position politique de l’Etat de Palestine, les Ordinaires Catholiques mettent la question entre les mains du Secrétariat pour les écoles chrétiennes qui suivra l’affaire.

Décisions

1. Les Ordinaires Catholiques remercient le P. Iyad Twal pour son service au secrétariat des écoles chrétiennes de Jérusalem et Palestine. Le nouveau secrétaire général est le P. Jamal Khader.

2. Les sessions de formation permanente du clergé sont laissées à l’initiative de chaque Ordinaire du lieu.

3. Le thème, objet d’étude de la prochaine réunion plénière, touchera un problème aux dimensions théologiques, ecclésiales et pastorales : l’admission aux sacrements des fidèles non-catholiques. Par souci d’irénisme et parfois pour avoir la paix, on tolère trop souvent des erreurs graves et inacceptables.

4. La prochaine assemblée plénière aura lieu le 10-11 mars 2020.

Jérusalem, le 14 octobre 2019

Communiqué of the ACOHL – October 2019

Posted by Admin | ACOHL,Documents | Tuesday 22 October 2019 10:33 am

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Communiqué

The Assembly of Catholic Ordinaries of the Holy Land (ACOHL) met in plenary session on October 8-9, 2019 in Jerusalem, in the newly renovated Christian Information Center of the Custody of the Holy Land. The Pro-President, Archbishop Moussa El-Hage welcomed all 20 member-participants, the Pontifical Representatives, and Archbishop Joseph Matta of the Greek Melkites in Galilee, who attended the meeting for the first time.  New arrivals to the Assembly are most welcome as they bring new ideas and work with enthusiasm for the good of the Church. The Apostolic Nuncio in Jordan, Archbishop Alberto Ortega Martin, just appointed Nuncio in Chile, and Syriac-Catholic Exarch, Bishop Gregory Pierre Melki, were thanked for their diplomatic and pastoral service, in fraternity and simplicity of life in the five years and 17 years respectively, of their participation in the ACOHL meetings.

On Wednesday morning, the Catholic Ordinaries concelebrated the Eucharist on Mount Calvary. It was a strong and intense spiritual moment. At the foot of the Cross, the Bishops prayed for the suffering people of their dioceses and offered their concerns and difficulties to the Lord. “Into your hands, Lord …”

The meeting agenda had three themes: to welcome and accept one another as brothers, to respect the dignity of the other, and to know how to live differently.

1. To welcome and accept the other as brothers. Father Rafic Nahra presented the theme Migrant Training and Integration. The presence of migrants in Jordan, Israel and Cyprus is significant. They are about 250,000, almost half are Christians. These migrants face many legal, social, economic and child-rearing challenges.  They are vulnerable to forms of slavery and even forced to choose prostitution as a means of sustenance and survival.  There are as well asylum seekers who by fleeing from their countries, find themselves exposed to violence, rape and abduction.

The Catholic Church by nature and mission, has a duty to educate the minds and the hearts of the faithful, who form the parishes and communities: to see in the other the image of God, and to live as brothers in Christ.  Groups of Christian migrants are asked to be open to a new culture without isolating themselves and walking away. This welcome and acceptance become a wealth and an opportunity for growth if it is generated by faith, supported by true love and nourished by hope.

2. Respect for the dignity of the other. After a long process of preparation, the Ordinaries have read, reviewed and are defining the final text of the Code of Ethics for the life and work environments in Church-run institutions and organizations. Everyone has the right to be respected and the duty to respect others with dignity. Any act of humiliation, any offensive word, any attempt at violence are unacceptable and must be prohibited. Our diocese, parish and religious institutions must give witness to the human and religious values that safeguard and ensure the growth of the human person.

The Code of Ethics of the Catholic Church, once published and distributed, will serve as a basis for the drafting of a Code of Conduct adapted to each Catholic institution. This is not an option but an obligation.

3. To know how to live differently. Father George Kraj presented on the theme: Self-Sufficiency at the Roots of Clericalism. The Church is not elite, clericalism is a caricature of the vocation. Experiences of any kind of abuse, poorly exercised authority and behavior that does not conform to the vocation received have helped to reflect the inconsistency of our life. The vocation received should lead us to reflect on the coherence of our priestly life, on our dignity and baptismal vocation, and on the mission of the Church which is to be at the service of communion between each other and with everyone. To live differently, it is essential to ask oneself: Where is the center of my life?

The insights and ideas arising from the sharing will be the focus of reflection during formation meetings of diocesan and religious priests. To know how to live differently takes courage, but it is the only way for us to be credible witnesses.

4. The Ordinaries have taken into consideration the report on the Palestinian curriculum made obligatory in schools. There are statements and indications in schoolbooks that can be misunderstood and lead to fanaticism and exclusivity. Since this does not reflect the political position of the State of Palestine, the Catholic Ordinaries referred this issue to the General Secretariat for Christian Schools to follow up.

Decisions

1. The Catholic Ordinaries thanked Father Iyad Twal for his service at the Secretariat of the Christian Schools of Jerusalem and Palestine. The new Secretary General is Father Jamal Khader.

2. The meetings for ongoing formation of the clergy are left to the initiative of each local Ordinary.

3. The theme for consideration and discussion at the next plenary will focus on theological, ecclesial and pastoral dimension issues regarding admission to the sacraments for non-Catholic faithful. To keep a conciliatory dialogue and avoid confrontations, serious and erroneous situations are often taken into consideration and tolerated.

4. The next plenary meeting will take place on 10-11 March 2020.

Jerusalem, 14 October, 2019

Gerechtigkeit und Frieden werden sich gegenseitig umarmen

Posted by Admin | ACOHL,Documents | Tuesday 11 June 2019 1:13 pm

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VERSAMMLUNG DER KATHOLISCHEN ORDINARIEN DES HEILIGEN LANDES

Pressemitteilung 20.05. 2019

 

Gerechtigkeit und Frieden werden sich gegenseitig umarmen

     „Ich will hören, was Gott redet:
     Frieden verkündet der HERR
     seinem Volk und seinen Frommen,
     sie sollen sich nicht zur Torheit wenden.
     Fürwahr, sein Heil ist denen nahe, die ihn fürchten,
     seine Herrlichkeit wohne in unserm Land.
     Es begegnen einander Huld und Treue;
     Gerechtigkeit und Friede küssen sich.
     Treue sprosst aus der Erde hervor;
     Gerechtigkeit blickt vom Himmel hernieder..“ (Psalm 85,8-12)

 

Die jüngsten Entwicklungen im palästinensisch-israelischen Kontext, der anhaltende Verlust von Menschenleben, die anhaltende Verdampfung der Hoffnung auf eine dauerhafte Lösung und das Versagen der internationalen Gemeinschaft, auf der Einhaltung des Völkerrechts zu bestehen, um die Völker dieses Landes vor mehr Kampf und Verzweiflung zu bewahren, sind an einem Punkt angelangt, an dem wir mehr Extremismus und Diskriminierung erleben. Selbst diejenigen, die sich einst als Hüter der Demokratie und Friedensförderer erwiesen haben, sind zu Machtmaklern und Partisanen des Konfliktes geworden.

Dies hat viele dazu veranlasst, sich zu fragen, ob die internationale Diplomatie und der Friedensprozess jemals tatsächlich auf Gerechtigkeit und gutem Willen beruhten. Viele in Palästina und in Israel haben das Gefühl, dass ihr Leben seit Beginn des Friedensprozesses immer unerträglicher geworden ist. Viele sind gegangen, viele mehr erwägen, zu gehen, und einige wenden Gewalt an. Einige sterben leise, andere verlieren Glauben und Hoffnung.

Wenn wir über die letzten Jahrzehnte nachdenken, in denen uns Frieden und Versöhnung versprochen wurden, aber mehr Hass und Unterdrückung, Korruption und Demagogie zuteil wurden, ist es an der Zeit, dass die Kirchen und geistlichen Führer auf einen anderen Weg weisen und darauf bestehen, dass alle, Israelis und Palästinenser, Brüder und Schwestern in der Menschheit sind. Die Kirchen bestehen darauf, dass wir einander lieben und in gegenseitigem Respekt und Gleichheit, gleich in Rechten und Pflichten, in diesem Land zusammenleben können. Dies ist nicht einfach nur ein Traum, sondern die kraftvolle Grundlage einer Vision, die unsere Vorfahren, die Propheten, inspiriert hat.

Nur ein Friede, der auf Würde, gegenseitiger Achtung und Gleichheit als Menschen basiert, wird uns retten, uns erlauben, in diesem Land zu überleben und sogar zu gedeihen, das durch das Zeugnis unserer Vorfahren, Patriarchen und Propheten geheiligt wurde und das wir weiterhin heiligen durch unser Streben nach Gerechtigkeit, unserem Durst nach Frieden und die gegenseitige Liebe, die wir füreinander haben.

Wir brauchen eine neue Orientierung, eine neue Bildung und eine neue Vision für dieses Land und die beiden Völker, die hier leben.

Wir, die Oberhäupter der Kirchen im Heiligen Land, sind mit allen, die im Land leben, in erster Linie als Menschen. Wir versuchen, einen Weg aus einer permanenten Situation von Krieg, Hass und Tod zu finden. Wir wollen den Weg zu einem neuen Leben in diesem Land weisen, das auf den Prinzipien der Gleichheit und Liebe basiert. Wir betonen, dass jeder Beschluss ausnahmslos auf dem Gemeinwohl aller beruhen muss, die in diesem Land leben.

Wir rufen die Christen in Palästina-Israel auf, sich ihren Stimmen mit Juden, Muslimen, Drusen und allen anderen anzuschließen, die diese Vision einer auf Gleichheit und Gemeinwohl beruhenden Gesellschaft teilen und laden alle ein, Brücken des gegenseitigen Respekts und der Liebe zu bauen. Der Vorschlag für eine Zwei-Staaten-Lösung ist ins Leere gelaufen und wird vergeblich wiederholt. Tatsächlich scheint in der gegenwärtigen Situation jedes Gerede über eine politische Lösung eine leere Rhetorik zu sein.

Deshalb fördern wir eine Vision, nach der jeder in diesem Heiligen Land die volle Gleichheit hat, die allen Männern und Frauen gebührt, die nach Gottes eigenem Abbild gleich sind. Wir glauben, dass die Gleichstellung, unabhängig von den politischen Lösungen, eine grundlegende Voraussetzung für einen gerechten und dauerhaften Frieden ist.

Wir haben in der Vergangenheit in diesem Land zusammengelebt, warum sollten wir nicht auch in Zukunft zusammenleben?

Dies ist unsere Vision für Jerusalem und das ganze Land, Israel und Palästina genannt, zwischen dem Jordan und dem Mittelmeer.

20 Mai 2019

Justice et paix s’embrassent

Posted by Admin | ACOHL,Documents | Tuesday 11 June 2019 1:01 pm

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ASSEMBLÉE DES ORDINAIRES CATHOLIQUES

DE LA TERRE SAINTE

Communiqué 20.05. 2019

 

Justice et paix s’embrassent

 

     « J’écoute : que dira le Seigneur Dieu ? Ce qu’il dit, c’est la paix pour son peuple et ses fidèles ; qu’ils ne reviennent jamais à leur folie ! Son salut est proche de ceux qui le craignent, et la gloire habitera notre terre. Amour et vérité se rencontrent, justice et paix s’embrassent ; la vérité germera de la terre et du ciel se penchera la justice. Le Seigneur donnera ses bienfaits, et notre terre donnera son fruit. La justice marchera devant lui, et ses pas traceront le chemin. » (Psaume 85 : 8-11)

 

L’évolution récente de la situation israélo-palestinienne, les pertes de vies humaines incessantes, l’évaporation continue de l’espoir d’une solution durable et l’incapacité de la communauté internationale d’insister sur l’application du droit international pour sauver les peuples de ce pays de nouvelles lutte et d’un désespoir toujours plus grand, ont atteint un point où nous assistons à plus d’extrémisme et de discrimination. Même ceux qui se sont autrefois présentés comme les gardiens de la démocratie et les promoteurs de la paix sont devenus des influenceurs et des participants partisans au conflit.

Cela a conduit bon nombre de personnes à se demander si la diplomatie internationale et le processus de paix n’ont jamais été fondés sur la justice et la bonne volonté. Beaucoup en Palestine et en Israël estiment que depuis le lancement du processus de paix, leur vie est devenue de plus en plus insupportable. Beaucoup sont partis, beaucoup d’autres envisagent de partir et certains ont recours à la violence. Certains meurent tranquillement et d’autres perdent foi et espoir.

En repensant aux dernières décennies, au cours desquelles on nous a promis la paix et la réconciliation, et où on a reçu plus de haine et d’oppression, de corruption et de démagogie, il est temps pour les Églises et les chefs spirituels d’indiquer une autre voie, d’insister pour que tous, Israéliens et Palestiniens, soient frères et sœurs en humanité. Les Églises insistent  sur notre capacité à nous aimer les uns les autres et à vivre ensemble dans le respect mutuel et l’égalité, égaux en droits et en devoirs, dans ce même pays. Ce n’est pas simplement un rêve, mais la base puissante d’une vision qui a inspiré nos ancêtres, les prophètes.

Seule une paix fondée sur la dignité, le respect mutuel et l’égalité en tant qu’êtres humains nous sauvera, nous permettra de survivre et même de prospérer sur cette terre sanctifiée par le témoignage de nos ancêtres, patriarches et prophètes, et que nous continuons à sanctifier par nos efforts pour la justice, notre soif de paix et notre amour mutuel.

Nous avons besoin d’une nouvelle orientation, d’une nouvelle éducation et d’une nouvelle vision pour cette terre et les deux peuples qui y vivent.

Nous, chefs des Églises de Terre Sainte, nous nous tenons aux côtés de tous ceux qui vivent sur cette terre, avant tout en tant qu’êtres humains. Nous cherchons à montrer la voie pour sortir d’une situation permanente de guerre, de haine et de mort. Nous cherchons à montrer la voie vers une nouvelle vie dans ce pays, fondée sur les principes de l’égalité et de l’amour. Nous soulignons que toute résolution doit être fondée sur le bien commun de tous ceux qui vivent dans ce pays sans distinction.

Nous appelons les chrétiens de Palestine-Israël à joindre leur voix à celle des juifs, des musulmans, des druzes et de tous les autres, qui partagent cette vision d’une société fondée sur l’égalité et le bien commun et nous les invitons à construire des ponts de respect mutuel et d’amour. La proposition d’une solution à deux États n’a abouti à rien et est répétée en vain. En fait, toute discussion sur une solution politique semble vide de sens dans la situation actuelle.

Par conséquent, nous promouvons une vision selon laquelle tous les habitants de cette Terre Sainte sont égaux, l’égalité convenant à tous les hommes et toutes les femmes créés égaux à l’image et à la ressemblance de Dieu lui-même. Nous pensons que l’égalité, quelles que soient les solutions politiques adoptées, est une condition fondamentale pour une paix juste et durable.

Nous avons vécu ensemble dans ce pays dans le passé, pourquoi ne pas vivre ensemble dans l’avenir ?

Telle est notre vision pour Jérusalem et toute la terre, appelée Israël et la Palestine, entre le Jourdain et la mer Méditerranée.

 

Le 20 mai 2019

 

 

Righteousness and Peace will embrace each other

Posted by Admin | ACOHL,Documents | Tuesday 11 June 2019 12:35 pm

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ASSEMBLY OF THE CATHOLIC ORDINARIES

OF THE HOLY LAND

Communiqué 20.05. 2019

Righteousness and Peace will embrace each other

 

     “Let me hear what God the Lord will speak, for he will speak peace to his people,
     to his faithful, to those who turn to him in their hearts. Surely   his salvation is at hand
     for those who fear him, that his glory may dwell in our land.
     Steadfast love and faithfulness will meet; righteousness and peace will embrace each other.
     Faithfulness will spring up from the ground, and righteousness will look down from the sky.”
                                                                                    (Psalm 85:8-11)

 

The recent developments in the Palestine-Israel context, the ongoing loss of lives, the continuing evaporation of hope for a durable solution, and the failure of the international community to insist on the application of international law to save the peoples of this land from more struggle and despair, have reached a point where we witness more extremism and discrimination. Even those who once presented themselves as guardians of democracy and promoters of peace, have become power-brokers and partisan participants in the conflict.

This has led many to question whether international diplomacy and the peace process were ever actually based on justice and good will. Many in Palestine and in Israel feel that since the launch of the peace process, their lives have become more and more unbearable. Many have left, many more consider leaving and some are resorting to violence. Some die quietly and others are losing faith and hope.

Reflecting on the past few decades, during which we were promised peace and reconciliation but received more hatred and oppression, corruption and demagoguery, it is time for the Churches and spiritual leaders to point to another way, to insist that all, Israelis and Palestinians, are brothers and sisters in humanity. The Churches insist that we can love one another and live together in mutual respect and equality, equal in rights and duties, in this same land. This is not simply a dream but the powerful basis of a vision that inspired our ancestors, the prophets.

Only a peace based on dignity, mutual respect and equality as human beings will save us, allow us to survive and even thrive in this land made holy by the witness of our ancestors, patriarchs and prophets, and which we continue to make holy by our striving for justice, our thirst for peace and the mutual love we have for one another.

We are in need of a new orientation, a new education and a new vision for this land and the two peoples who live here.

We, the heads of the Catholic Churches in the Holy Land, stand with all those living in the land first and foremost as human beings. We seek to show a way out of a permanent situation of war, hatred and death. We seek to point the way to a new life in this land, established on principles of equality and love. We underline that any resolution must be based on the common good of all who live in this land without distinction.

We call on Christians in Palestine-Israel to join their voices with Jews, Muslims, Druze and all others, who share this vision of a society based on equality and the common good and invite all to build bridges of mutual respect and love. The proposal for a two-state solution has gone nowhere and is repeated to no avail. In fact, all talk of political solution seems empty rhetoric in the present situation.

Therefore, we promote a vision according to which everyone in this Holy Land has full equality, the equality befitting all men and women created equal in God’s own image and likeness. We believe that equality, whatever political solutions might be adopted, is a fundamental condition for a just and lasting peace.

We have lived together in this land in the past, why should we not live together in the future too?

This is our vision for Jerusalem and the whole land, called Israel and Palestine, between the Jordan River and the Mediterranean Sea.

 

May 20, 2019

+ Moussa EL-HAGE
Maronite Archbishop of Haifa and the Holy Land
Maronite Patriarchal Exarch of Jerusalem, Jordan and Palestine
Acting President of AOCTS

Pierbattista PIZZABALLA, OFM
Apostolic Administrator of the
Latin Patriarchate of Jerusalem

+ Youssef SOUEIF
Maronite Archbishop of Cyprus

+ Joseph GEBARA
Greek Melkite Catholic Archbishop of Petra and Philadelphia

+ Michel SABBAH
Patriarch Emeritus of Jerusalem for Latins
President of Episcopal Committee Justice & Peace

+ Fouad TWAL
Patriarch Emeritus of Jerusalem for Latins

+ Boutros MOUALLEM
Emeritus Greek Melkite Catholic Archbishop of Akka

+ Elias CHACOUR
Emeritus Greek Melkite Catholic Archbishop of Akko

+ Gregoire Pierre MELKI
Syro-Catholic Patriarchal Exarch

+ Krikor-Okosdinos COUSSA
Armenian Catholic Patriarchal Exarch of Jerusalem

Yaser Al-AYYASH
Greek Melkite Catholic Patriarchal Vicar for Jerusalem

Joseph Jules ZEREY
Emeritus Greek Melkite Catholic Patriarchal Vicar for Jerusalem

+ Giacinto-Boulos MARCUZZO
Latin Patriarchal Vicar for Jerusalem and Palestine

+ William SHOMALI
Latin Patriarchal Vicar for Jordan

+ Kamal-Hanna BATHISH
Emeritus Auxiliary Bishop of the LPJ

+ Selim SAYEGH
Emeritus Auxiliary Bishop of the LPJ

Fr. Francesco PATTON, OFM
Custos of the Holy Land

Fr. Jerzey KRAJ, OFM
Latin Patriarchal Vicar for Cyprus

Fr. Hanna KILDANI
Latin Patriarchal Vicar for Israel

Fr. Rafic NAHRA
Patriarchal Vicar for St James Vicariate for Hebrew-Speaking Catholics in Israel

Fr. Zaid HABBABA
Chaldean Patriarchal Vicar for Jordan

Fr. Jean-Daniel GULLUNG, AA
Director of the Committee of the Religious Men

Sr. Bruna FASAN
President of the Union of the Religious Superiors of Women

Fr. Pietro FELET, SCJ
Secretary General of the A.C.O.H.L.

 

AOCTS Setembro 2018

Posted by Admin | ACOHL,Documents | Tuesday 2 October 2018 9:08 am

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Declaração final da Assembléia dos Ordinários Católicos da Terra Santa

 26 de Setembro de 2018

AMÃ – A reunião presidida por Mons. George Bakouni, teve lugar na sede do Arcebispado Grego Católico Melequita de Amã, a 25 e 26 de Setembro com a participação dos Ordinários Católicos provenientes da Jordânia, Palestina, Israel e Chipre e de dois representantes do Comité Episcopal dos Religiosos e da União das Religiosas da Terra Santa na presença de S. E. Mons. Alberto Ortega, Núncio Apostólico na Jordânia e de S. E. Mons. Leopoldo Girelli, Núncio Apostólico em Israel e Chipre e Delegado Apostólico em Jerusalém e na Palestina.

1 – Os bispos saudaram os fiéis presentes em grande número e rezaram com eles na missa celebrada na paróquia Grega Católica de Um Assummak – Amã por ocasião do Dia Mundial da Paz.

2 – S. E. Mons. Alberto Ortega descreveu aos Ordinários a situação da Igreja na Jordânia. As relações com o governo são muito boas. A Igreja goza de toda a liberdade de culto e mantém com ele relações muito amigáveis. Mencionou o papel particular do Rei na estabilidade política deste país, apesar da falta de segurança nos países vizinhos.

3 – S. E. Mons. Leopoldo Girelli falou das relações entre a Santa Sé e o Estado do Israel e entre a Santa Sé e a Palestina e, em especial, das negociações em curso com vista à aplicação dos acordos já assinados.

4 – Os bispos saúdam os padres sinodais que se vão reunir em Roma de 3 a 28 de Outubro sob o tema “jovens, fé e discernimento vocacional” e pedem que nosso clero e os nossos fiéis apoiem, pela oração, os trabalhos.

5 – O Padre Rafic Nahra, Vigário patriarcal dos migrantes e requerentes de asilo em Israel, falou das alegrias e desafios da pastoral dos migrantes e exprimiu o desejo de uma coordenação pastoral com Chipre e a Jordânia, país que acolhe milhares de trabalhadores estrangeiros.

6 – O Padre Jery Kraj, ao explicar o capítulo VIII da Exortação Amoris Laetitia, falou dos casais divorciados e recasados, que solicitam a comunhão eucarística. Serviu-se da declaração dos Bispos da Argentina que pedem aos pastores para acolherem estes casais, os acompanharem, verem, em particular, a sua situação e tenter integrá-los na sua paróquia para que possam viver a sua fé de forma profunda.

7 – Na presença do Padre Jihad Shweihat, Presidente do Tribunal Eclesiástico latino de Amã, os bispos avaliaram os primeiros frutos do Motu próprio de 8 de Setembro de 2015, “Mitis ludex Dominus Jesus” para a Igreja Católica Romana e do “Mitis et misericords Jesus” para as Igrejas Católicas Orientais, com as novas normas processuais que tornam mais céleres os processos de nulidade do casamento, pelas quais o próprio bispo é juiz. Sublinhou o aumento do número de pedidos de nulidade do casamento, um fenómeno recente que exige uma melhor preparação para se receber este sacramento. Os bispos recomendam que se torne obrigatório o curso de preparação para o casamento e de fazer reviver a fé naqueles que a perderam.

8 – Os bispos apreciaram a apresentação feita pela equipa da Caritas Jordânia acerca do seu trabalho junto dos mais pobres e desfavorecidos na Jordânia e especialmente com os refugiados iraquianos e sírios. Os bispos esperam que os beneméritos continuem a apoiar os alunos iraquianos pobres que estudam nas nossas escolas. É justo dizer que esta iniciativa foi generosamente apoiada pela Conferência Episcopal durante estes últimos 3 anos.

A próxima reunião da Assembleia dos bispos está prevista para Tiberíade a 12 e 13 de Março de 2019.

AOCTS septiembre 2018

Posted by Admin | ACOHL,Documents | Tuesday 2 October 2018 9:02 am

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Declaración final de la

Asamblea de los Ordinarios Católicos de Tierra Santa

26 de septiembre de 2018

La reunión, presidida por Su Excelencia el Arzobispo George Bacouni, se celebró en la sede de la Archiparquía Melquita Griega en Ammán los días 25 y 26 de septiembre. A la misma asistieron los Ordinarios Católicos de Jordania, Palestina, Israel y Chipre, dos representantes del Comité Episcopal de Hombres Religiosos y de la Unión de Mujeres Religiosas de Tierra Santa, así como el Arzobispo Mons. Alberto Ortega, Nuncio Apostólico en Jordania e Iraq y el Arzobispo Mons. Leopoldo Girelli, Nuncio Apostólico en Israel y Chipre y Delegado Apostólico en Jerusalén y Palestina.

Los obispos dieron la bienvenida y oraron con un gran número de fieles presentes en la Santa Misa celebrada en la parroquia greco-católica de Umm Al Summaq, en Amán, con motivo del Día Internacional de la Paz.
E. el arzobispo Alberto Ortega presentó a los Ordinarios la situación de la Iglesia en Jordania: las relaciones con el gobierno son muy buenas, la Iglesia disfruta de la libertad de culto y mantiene una buena relación con el gobierno. Mencionó el papel especial del Rey en la estabilidad política de este país a pesar de la falta de seguridad en los países vecinos.
E. el arzobispo Leopoldo Girelli habló de las relaciones entre la Santa Sede y el Estado de Israel y entre la Santa Sede y el Estado de Palestina, y especialmente las negociaciones en curso con Israel sobre la implementación de los acuerdos ya firmados.
Los obispos extienden su saludo a los Padres sinodales que se reunirán pronto en Roma del 3 al 28 de octubre, sobre el tema “Los jóvenes, la fe y el discernimiento vocacional” y piden que nuestro clero y nuestros fieles apoyen su trabajo mediante la oración.
El P. Rafic Nahra, Vicario patriarcal de los católicos de habla hebrea en Israel y coordinador de la Coordinación de la pastoral entre migrantes y solicitantes de asilo en Israel, habló de las alegrías y los desafíos de la pastoral migratoria y expresó el deseo de una coordinación pastoral con Chipre y Jordania, siendo así que ambos países acogen a miles de trabajadores extranjeros.
El P. Jerzy Kraj, explicando el capítulo 8 de la Exhortación Apostólica “Amoris Laetitia”, habló de las parejas divorciadas y vueltas a casar que buscaban la comunión eucarística. Se refirió a la declaración de los obispos de Argentina que pide a los pastores que acojan a estas parejas, las acompañen, disciernan su situación e intenten integrarlas en sus parroquias para que vivan su fe de manera intensa.
En presencia del P. Jihad Shweihat, Presidente del tribunal eclesiástico de Amman, los obispos evaluaron los primeros frutos del motu proprio del 8 de septiembre de 2015, “Mitis Iudex Dominus Jesus” para la Iglesia Católica Romana y “Mitis et misericors Iesus” para las Iglesias Orientales Católicas, sobre las nuevas normas procesales relativas al proceso más corto de nulidad matrimonial, reservados al obispo. Hizo hincapié en el aumento en el número de solicitudes de nulidad matrimonial, un fenómeno reciente que pone de manifiesto la necesidad de una mejor preparación para la recepción del sacramento del matrimonio. Los obispos recomiendan hacer obligatoria la sesión preparatoria, dirigida no sólo a prepararse para el matrimonio sino también a despertar la fe en quienes la han perdido.
Los obispos apreciaron la presentación realizada por el equipo de Caritas en Jordania sobre su trabajo con los pobres e indigentes en el país, y especialmente con los refugiados iraquíes y sirios. Los obispos quieren que los donantes continúen apoyando a los alumnos iraquíes pobres que estudian en nuestras escuelas. Esta iniciativa ha sido generosamente apoyada por la Conferencia Episcopal Italiana durante los últimos tres años.
La próxima reunión de la Asamblea de Obispos está programada para celebrarse en Tiberíades entre el 12 y el 13 de marzo de 2019.

Vereinigung der katholischen Ordinarien des Heiligen Landes September 2018

Posted by Admin | ACOHL,Documents | Tuesday 2 October 2018 8:57 am

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Abschlusskundgebung der

Vereinigung der katholischen Ordinarien des Heiligen Landes

26 September 2018

Das Treffen unter dem Vorsitz von Seiner Exzellenz Erzbischof George Bacouni wurde am Sitz des Erzbischofs der Griechisch Melkitischen Kirche in Amman von 25. bis 26. September abgehalten unter der Teilnahme der Katholischen Ordinarien von Jordanien, Palästina, Israel und Zypern und zwei Vertretern des bischöflichen Komitees der Männerorden und der Union der Frauenorden des Heiligen Landes in Anwesenheit von Erzbischof Alberto Ortega, dem Apostolischen Nuntius von Jordanien und dem Irak, und von Erzbischof Leopoldo Girelli, dem Apostolischen Nuntius von Israel und Zypern und Apostolischer Delegat von Jerusalem und Palästina.

Die Bischöfe begrüßten eine große Zahl von Gläubigen und beteten mit ihnen in der heiligen Messe, die in der griechisch-katholischen Pfarre von Umm Al Summaq, Amman aus Anlass des internationalen Tags des Friedens gefeiert wurde.
Seine Exzellenz Erzbischof Alberto Ortega präsentierte den Ordinarien die Situation der Kirche in Jordanien. Die Beziehungen mit der Regierung seien sehr gut. Die Kirche genieße die Freiheit der Verehrung und unterhalte gute Beziehungen mit der Regierung. Er erwähnte die besondere Rolle des Königs für die politische Stabilität in diesem Land trotz des Mangels an Sicherheit in den Nachbarländern.
Seine Exzellenz Erzbischof Leopoldo Girelli sprach über die Beziehungen zwischen dem Heiligen Stuhl und dem Staat Israel, und besonders über die laufenden Verhandlungen mit Israel betreffend die Implementierung der bereits unterzeichneten Vereinbarungen.
The bishops extend greetings to the Synod Fathers who will meet soon in Rome from October 3-28, on the theme “Young People, the Faith and Vocational Discernment” and ask that our clergy and our faithful support their work through prayer.
Die Bischöfe sandten Grüße an die Synodenväter, die sich bald in Rom vom 3. Bis zum 28. Oktober zum Thema „Junge Menschen, der Glaube und Berufungsentscheidungen“ treffen werden und baten unsere Priesterschaft und die Gläubigen, ihre Arbeit mit gebeten zu unters
P. Rafic Nahra, Patriarchalvikar für die Hebräisch sprechenden Katholiken in Israel und Koordinator für die Pastoral innerhalb der Migranten und Asylsuchenden in Israel, sprach von den Freuden und Herausforderungen der Migrantenpastoral und verlieh seinem Wunsch nach einer Pastoralkoordination
mit Zypern und Jordanien Ausdruck, beide Ländern beherbergen tausende Fremdarbeiter.

P. Jerzy Krai erläuterte Kapitel 8 des Apostolischen Schreibens “Amoris Laetitia”, sprach von geschiedenen und wiederverheirateten Paaren, die die eucharistische Gemeinschaft suchen. Er verwendete die Erklärung der Bischöfe von Argentinien, die die Priester bitten, diese Paare aufzunehmen, zu begleiten, ihre Situation zu wahrzunehmen und zu versuchen, sie in ihren Pfarren zu integrieren, sodass sie ihren Glauben intensiv leben können.
In Anwesenheit von P. Jihad Shweihat, Präsident des Kirchengerichts von Amman beurteilten die Bischöfe die ersten Früchte der „Motu proprio“ vom 8. September 2015, „Mitis Judex Dominus Jesus“ für die römisch-katholische Kirche „Mitis et Misericors jesus“ für die katholischen Ostkirchen mit den neuen Vorgangsweisen, die die Verkürzung von Eheannullierungsverfahren betreffen, die den Bischöfen vorbehalten sind. Er betonte die steigende Zahl von Eheannullierungsansuchen, ein modernes Phänomen, das eine bessere Vorbereitung auf den Empfang des Ehesakraments notwendig macht. Die Bischöfe empfehlen obligatorische Vorbereitungssitzungen, die aus einer Vorbereitung auf die Ehe und einer Erweckung des Glaubens für diejenigen, die ihn verloren haben, besteht
Die Bischöfe würdigten die Präsentation durch das Team der Caritas Jordanien betreffend ihre Arbeit mit den Armen und Notleidenden in Jordanien und besonders mit den irakischen und syrischen Flüchtlingen. Die Bischöfe wünschen, dass die Gaben zur Unterstützung der armen irakischen Studenten in unseren Schulen fortgesetzt werden. Es muss erwähnt werden, dass diese Initiative während der letzten drei Jahre großzügig von der italienischen Bischofskonferenz unterstützt worden ist.
Das nächste Treffen der Versammlung der Bischöfe ist in Tiberias am 12. und 13. März 2019 festgelegt.

AOCTS settembre 2018

Posted by Admin | ACOHL,Documents | Tuesday 2 October 2018 8:54 am

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Comunicato finale dell’Assemblea dell’Ordinario Cattolico di Terra Santa

Amman, 26 settembre 2018

Amman – L’incontro, presieduto dal vescovo George Bacouni, si è tenuto presso la sede dell’Arcivescovado Greco-Cattolico Melkita di Amman il 25 e il 26 settembre con la partecipazione degli Ordinari Cattolici provenienti da Giordania, Palestina, Israele e Cipro, e dei due rappresentanti del Comitato Episcopale dei Religiosi e dell’Unione delle Religiose di Terra Santa, alla presenza di S.E. Mons. Alberto Ortega, nunzio apostolico in Giordania e di S.E. Mons. Leopoldo Girelli, nunzio apostolico in Israele e Cipro e delegato apostolico a Gerusalemme e Palestina.

1- I vescovi hanno salutato i numerosissimi fedeli e pregato insieme a loro durante la Messa celebrata nella parrocchia greco-cattolica di Um Assummak- Amman, in occasione della giornata mondiale della pace.

2- Sua Eccellenza Mons. Alberto Ortega ha presentato agli ordinari la situazione della Chiesa in Giordania. Le relazioni con il governo sono molto buone. La Chiesa gode della libertà di culto e mantiene buoni rapporti con il governo. Mons. Ortega ha menzionato il ruolo speciale del re per la stabilità politica di questo paese, nonostante la mancanza di sicurezza nei paesi limitrofi.

3- Mons. Leopoldo Girelli ha parlato dei rapporti tra la Santa Sede e lo Stato d’Israele e tra la Santa Sede e lo Stato di Palestina, e soprattutto dei negoziati in corso con Israele riguardanti l’attuazione degli accordi già firmati.

4- I vescovi hanno salutato i padri sinodali che si incontreranno a Roma dal 3 al 28 ottobre attorno al tema “giovani, fede e discernimento vocazionale” e che hanno chiesto che il nostro clero e i nostri fedeli sostengano il loro lavoro attraverso la preghiera.

5- Padre Rafic Nahra, vicario patriarcale per i migranti e i richiedenti asilo in Israele, ha parlato delle gioie e delle sfide della pastorale dei migranti e ha espresso il desiderio di un coordinamento pastorale con Cipro e la Giordania, paesi che accolgono migliaia di lavoratori stranieri.

6- Padre Jerzy Kraj, spiegando il capitolo ottavo dell’esortazione apostolica “Amoris laetitia”, ha parlato delle coppie divorziate e risposate che chiedono la comunione eucaristica. Nel farlo, si è servito della dichiarazione dei vescovi argentini che domandano ai pastori di accogliere queste coppie, accompagnarle, discernere la loro situazione e cercare di integrarle nelle loro parrocchie affinché vivano intensamente la loro fede

7- In presenza di Don Jihad Shweihat, presidente del tribunale ecclesiastico latino di Amman, i vescovi hanno valutato i primi frutti del Motu Proprio dell’8 settembre 2015 “Mitis judex Dominus Iesus” per la Chiesa cattolica di rito romano e “Mitis et misericors Jesus” per le Chiese cattoliche orientali sulla procedura breve per la dichiarazione di nullità del matrimonio, riservata al vescovo. Ha sottolineato l’aumento del numero di domande di nullità del matrimonio, un fenomeno recente che richiede una migliore preparazione per la ricezione di questo sacramento. I vescovi raccomandano di rendere obbligatoria la sessione preparatoria, che consiste nel preparare al matrimonio e risvegliare la fede in coloro che l’hanno persa.

8- I Vescovi hanno apprezzato la presentazione fatta dall’equipe della Caritas di Giordania circa il proprio lavoro con i poveri e gli indigenti in Giordania, in particolare con i rifugiati iracheni e siriani. I vescovi desiderano che i donatori continuino a sostenere gli studenti iracheni poveri che studiano nelle nostre scuole. Vale la pena ricordare con gratitudine che questa iniziativa è stata generosamente supportata dalla Conferenza Episcopale Italiana in questi ultimi tre anni.

La prossima riunione dell’Assemblea dei Vescovi è prevista a Tiberiade tra il 12 e il 13 marzo 2019.

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